Tempi e Metodi Consulenze

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Tempi e Metodi di Giorgio Andreani Riorganizzazione Processi Produttivi sono le piccole cose che, nel contesto controllato, se evidenziate e gestite correttamente, portano grandi risultati . . .

La difficoltà del cambiamento

Ero giovane quando iniziai la mia avventura nel mondo del lavoro e mi resi conto quasi subito, di alcune cose: che pur      avendo avuto una buona preparazione teorica e tecnica e anche se dotato di una discreta capacità manuale, le realtà    oggettive che non sapevo erano tante.

 Sentivo termini nuovi che la scuola non mi aveva mai insegnato, perché erano termini non generici, ma legati al contesto nel  quale ero inserito.

I termini o i metodi di lavoro erano infatti legati a quel mondo; mi sono trovato a discutere con persone che altro non avevano visto, che quell’ambiente, e che di quell’ambiente tutto conoscevano.

Ho quindi imparato gli usi e i metodi in atto, senza discuterli, all’inizio, anche perché non li conoscevo.

Mano a mano che imparavo e mi ambientavo, incominciai a fare delle domante, a criticare certe dinamiche e a proporre modifiche, cercando di mettere a frutto quanto avevo imparato a scuola; a quel punto mi sono accorto che: “ogni metodo potrebbe essere migliorato, se ci fosse la disponibilità da parte di chi ha sempre fatto in quel modo, di mettersi in discussione”.

Ho capito fin da allora, quindi che nel mondo del lavoro, in qualsiasi contesto, non è difficile modificare o migliorare quanto è in atto, le soluzioni ci sono sempre, ma è difficilissimo o quasi impossibile a meno che non siano prese decisione drastiche, convincere chi ha sempre fatto una cosa in un modo a modificare le abitudini, ormai consolidate e croniche.

Ora che non sono più giovane come allora, e che ho vissuto situazioni disparate in ambienti di lavoro diversi, devo costatare che nulla è cambiato, anzi vi è stato un peggioramento.

In quarant’anni, il grado di istruzione medio nei luoghi di lavoro, è cambiato molto, sono cambiate le condizioni di lavoro, sono cambiati i rapporti tra datore di lavoro e dipendente, ma non è sparito il freno al cambiamento che ognuno aziona in difesa di una propria abitudine, che lo rende conoscitore delle dinamiche, e che se le stesse cambiassero, lo vedrebbero in una veste nuova, nella veste cioè di che deve imparare cose nuove.

Qualcuno naturalmente accetta i cambiamenti, e non solo, spesso li propone, e in quello stesso momento, nel momento della proposta, si ritrova un muro contro.

Quarant’anni fa, io ero giovane e inesperto, non tanto di teoria, anzi forse di quella, in quei contesti, ne avevo troppa; ero inesperto o non provvisto di quella forza “animale” che vedeva sempre vincere chi, quasi sempre più anziano, gridava di più o magari dava colore alle sue convinzioni con frasi offensive o parolacce.

Ora certi metodi o comportamenti non vengono più utilizzati, merito del miglioramento che il grado di istruzione ha provocato nell’essere umano;

Però con l’aumento della capacità intellettuale, sono migliorati anche le tecniche o i metodi per contrariare una proposta; non ti sentirai più dire “si fa così perché lo dico io”, ma piuttosto ne parliamo domani e quel domani non arriverà mai.

Oppure anche se la tua proposta fosse riconosciuta valida, “l’altro” cercherà in tutti i modi di trovare un appiglio per vanificare ogni cambiamento, e questo sarà a discapito della produttività e della crescita.

Molto spesso quindi negli uffici o nei reparti di produzione, le risorse sono impegnate più a cercare meriti per quello che hanno fatto altri, come pure a collegare errori propri a comportamenti di altri, come pure a propagandare metodi che portino vantaggi personali piuttosto che alla produttività della realtà produttiva della quale sono “risorsa e costo”.

I risultati di questi comportamenti, tollerati e permessi sono causa di alte percentuali di mancata produttività, che troppo spesso portano la realtà produttiva “fuori mercato” e la condannano alla chiusura.

                                                                                                                                   Giorgio Andreani

Categoria: 1 Il Pensiero

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