Tempi e Metodi Consulenze

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Tempi e Metodi di Giorgio Andreani Riorganizzazione Processi Produttivi sono le piccole cose che, nel contesto controllato, se evidenziate e gestite correttamente, portano grandi risultati . . .

50 anni di Tempi e Metodi

Ho sentito per la prima volta le due parole Tempi e Metodi quando a 16 anni, alle superiori, nell’ora di Tecnologia Meccanica si sono presentati in classe due professori contemporaneamente: il Prof. Polacchini e il Prof. Corbari; li ricordo con piacere, rivedo le loro fisicità: Polacchini era alto magro, sempre elegante, nel suo consueto abito rigato grigio; era il teorico, sembrava un libro; parlava di numero di giri, di avanzamenti, di tempi di preparazione ecc. con una velocità nell’espressione e una sicurezza straordinarie e in quei momenti di spiegazione ne usciva spesso con termini dialettali mantovani. Corbari quasi un suo contrario, basso, robusto con una pancia simpatica che male veniva contenuta dai pantaloni; parlava molto più lentamente, sembrava quasi in soggezione al cospetto del suo collega, ma conosceva il funzionamento delle macchine utensili in maniera superlativa.

Perché due professori, cosa insolita: ci è stato spiegato che le nuove figure o tecnici necessari alle industrie dovevano cambiare; dovevano conoscere molta più “teoria” ma senza tralasciare le conoscenze del lavoro pratico, “manuale”.

Ci hanno consegnato un paio di libri: uno, verde, era intitolato “Tempi e Metodi”.

Chi avrebbe detto che quelle due parole sarebbero diventate importanti per la mia vita professionale; ricordo però che i contenuti di quel libro, uniti alle spiegazioni dei due Professori, hanno accalappiato il mio interesse; ogni singolo argomento mi coinvolgeva e con passione in quelle ore di lezione imparavo e crescevo. 

Naturalmente da allora tante cose sono cambiate, le esigenze attuali per la ricerca della qualità e della produttività sono diverse; il prodotto finito si carica di costi che 50 anni fa non c’erano e quindi anche i “metodi” di lavoro, nelle diverse attività e settori sono stati rivisti o devono essere rivisti.

Il passaggio continuo al cambiamento di strategie nel produrre è stato indispensabile, si è incominciato a criticare “metodi” che un tempo facevano scuola e venivano esaltati; si sono presentate nuove teorie e anch’io nel mio piccolo ho incominciato a studiarle.

Una cosa non mi piace del nostro continuo cambiamento di teorie e quindi di pratiche; cercherò di spiegarla: qualsiasi metodo applicato, che funziona, non deve essere sbandierato come la soluzione da applicare in ogni caso; qualcuno lo pensa.

A mio parere, modestissimo, dobbiamo di ogni cambiamento di metodo che si dimostra efficace per un processo sottrarre quella parte che può essere utile in altri processi adottati in luoghi diversi, in layout di reparti diversi e con risorse di mentalità diversa.

E qui mi faccio aiutare da Deming: controlliamo il “metodo” che ci restituisce il Prodotto Finito, critichiamo il risultato, apportiamo dei cambiamenti al Metodo e vediamo le migliorie; poi ripartiamo nel contesto del momento.

Ringrazio il Prof. Polacchini e il Prof. Corbari perché mi hanno fatto conoscere le due parole “Tempi e Metodi” e sono riusciti a trasmettermi con i loro modi la passione per un lavoro che mi sta restituendo grandissime soddisfazioni e quando 12 anni fa ho aperto la mia attività di Consulenze in Organizzazione dei Processi Produttivi, ho voluto chiamarla “Tempi e Metodi di Giorgio Andreani”.

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